sabato 24 giugno 2017

La sinistra in Gran Bretagna e il Medio Oriente

La sinistra in Gran Bretagna e il Medio Oriente

Ambiguità e contraddizioni nelle più recenti proposte di “democratizzazione” della governance europea | Eunews

Ambiguità e contraddizioni nelle più recenti proposte di “democratizzazione” della governance europea | Eunews

Sinistra, per accendere la luce serve un programma

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These last two weeks have proved that with Corbyn, Labour can move to government | LabourList

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Corsi e ri(n)corsi a sinistra

Corsi e ri(n)corsi a sinistra

INTERVENTO BESOSTRI ASSEMBLEA CDC 24 GIUGNO 2017

INTERVENTO BESOSTRI ASSEMBLEA CDC 24 GIUGNO 2017 Noi siamo quelli del No. No alle deformazioni tentate da Renzi sulla Costituzione e anche all'Italicum, legge elettorale che ne è il completamento. Noi siamo quelli del NO è il giusto incipit della Relazione di Alfiero. Non abbiamo il monopolio del risultato finale del referendum costituzionale vinto da quello che ho chiamato l’elettore ignoto. Sicuramente abbiamo però il merito di essere stati i primi ad avvertire il pericolo derivante dal perfido connubio –lasciamo l’espressione combinato disposto ai giuristi- tra la legge elettorale Italikum, che l’ha preceduta, e la revisione/deforma costituzionale RenziBoschi. Un disegno di legge costituzionale, che mai un Presidente della Repubblica, attento alle opinioni del padre costituente Calamandrei, avrebbe potuto autorizzare un Governo a presentare: quando si discute di Costituzione i banchi del Governo avrebbero dovuto restare vuoti. La Costituzione è il massimo suggello dell’unità della comunità nazionale in un sistema di valori condivisi, della sua revisione ne hanno fatto motivo di una lacerazione, che avrebbe potuto essere fatale alla nostra democrazia se non fosse stata respinta con un maggioranza, che non lascia adito a dubbi: tuttavia non siamo ancora scampati al pericolo. Se si insiste nel presentare proposte di legge elettorale incostituzionali, significa che non hanno imparato la lezione. NON SIAMO STATI GLI UNICI MA I PRIMI A) Nel chiedere il referendum costituzionale B) Nel chiedere il referendum abrogativo dell’Italikum SIAMO STATI GLI UNICI E I SOLI A promuovere fin dal Novembre 2015 via via 22 azioni giudiziarie presso altrettanti tribunali italiani per far riaffermare dopo la sentenza n. 1/2014 di annullamento del Porcellum il diritto dei cittadini italiani di votare secondo Costituzione, diritto minacciato. Il Gruppo degli avvocati antitalikum è sorto nell’ambito del CDC, che ne ha promosso la formazione tramite il suo sito. Ho avuto l’onore di coordinare il gruppo assistito per ogni area del paese dal nord al centro, al meridione e alle isole dai colleghi avvocati Caputo di Torino, Sentimenti di Modena, Ricciardi di Perugia, Sarno di Avellino e Palumbo di Messina, che già nel febbraio del 2016 aveva ottenuto il primo, dei 5 rinvii in Corte Costituzionale, che così ha potuto annullare in tempi da record il cuore dell’Italikum, cioè l’attribuzione sempre e comunque di un premio di maggioranza in seguito ad un ballottaggio tra due liste di maggioranza relativa in altre parole di MINORANZA ASSOLUTA. Ma il fatto più importante non è la sentenza n. 35/2017, che malgrado le timidezze e reticenze, che hanno la loro origine nel procedimento incidentale del controllo di costituzionalità mentre in Germania e in Spagna c’è il ricorso diretto alla Corte Costituzionale e quindi non basta aver ragione, ma trovare un giudice che condivida la stessa sensibilità democratica dei ricorrenti ha riconosciuto che il diritto di voto è un diritto INVIOLABILE E PERMANENTE dei cittadini e delle cittadine, che può essere tutelato prima che sia applicata la legge elettorale incostituzionale. IL FATTO IMPORTANTE E’ LA MOBILITAZIONE DI 100 AVVOCATI che senza nessun compenso hanno fatto un’azione collettiva che non ha precedenti in Italia e in Europa. Un segno che gli anticorpi della società ai tentativi antidemocratici ed autoritari non sono monopolio solo dei Centri Sociali, ma anche delle professioni. Questi avvocati sono della più diversa formazione ideologica o politica, spesso senza alcuna esperienza in diritto elettorale, ma in quella del lavoro. Un grazie ai Giuristi Democratici, il cui presidente Pietro Adami tutti conosciamo nelle nostre associazioni, è doveroso, ma ancora di più voglio rendere omaggio a quei colleghi vergini di ogni impegno politico, che hanno avuto il loro battesimo in questa azione. Non sempre facile. In alcune situazioni, per fortuna isolate, cui sono state pesanti condanne alle spese anche 8.000 e 10.000 euro, estremo tentativo di mandare un messaggio i cittadini non devono rompere i coglioni: le leggi elettorali sono monopolio dei partiti e compito ei giudici è dui lascirli tranquilli, perché c’è carenza assoluta di giurisdizione: questa era la giurisprudenza dei Tar e del Consiglio di Stato quando l’avvocato Aldo Bozzi impugnò il decreto di convocazione delle elezioni del 2008, perché indette con una legge la n. 270/2005-conosciuta come il Porcellum, incostituzionale: fatto che fu riconosciuto dopo un’odissea giudiziaria d cui sono stato parte con gli avvocati Zecca e Tani, soltanto 6 anni dopo con la sentenza della Corte Costituzionale n. 1/2014 e della cassazione n. 8878 dello stesso anno. Il gruppo è ancora attivo e pronto ad impugnare qualsiasi tentativo di manomettere la Costituzione negando la rappresentanza al popolo italiano, cui solo appartiene la sovranità. Ma dobbiamo impedire che sia approvata un terza legge elettorale incostituzionale la seconda da parte di un Parlamento costituzionalmente illegittimo, che sarebbe stato opportuno, se non doveroso sciogliere nel 2014, constatata la manifesta incapacità di adottare una nuova legge elettorale nel giro di pochi mesi dalla pubblicazione della sentenza di annullamento del porcellum. Se ci fosse una terza legge elettorale incostituzionale significherebbe una cosa sola come avrei detto al Brancaccio lo scorso 18 giugno: perché “se fosse approvata una terza legge elettorale incostituzionale dopo il Porcellum e l’Italikum e si votasse con una tale legge sarebbe un segno inequivocabile che la nostra democrazia è compromessa e che negli organi al vertice delle istituzioni si annidano i nemici della nostra COSTITUZIONE: un GOVERNO, che la promuove, come ha fatto con l’Italikum magari ponendo la fiducia; un PARLAMENTO, che l’approva e un PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, che la promulga e un PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, lo stesso, che sciolga le Camere e indica elezioni in modo da impedire di fatto un controllo di costituzionalità. C’è un solo modo di uscirne nella direzione indicata dalla nostra petizione: CON UNA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE quale era sostanzialmente quella affossata dal PD, che però era in contrasto con la Carta in almeno 3 punti principali, che si potevano superare con: A) Voto disgiunto per collegio uninominale e lista circoscrizionale proporzionale; B) Sblocco delle liste circoscrizionali, non necessariamente con le preferenze; C) Soglia di accesso regionale e non nazionale per il Senato. Fosse stata approvata senza modifiche l’unica cosa di tedesco sarebbe stato il nome: si sarebbe chiamata SCHWEINELLUM INVECE DI PORCELLUM Parlare dileggi elettorali rischia di essere noioso perché ci sono aspetti tecnici, ma ogni legge elettorale è innanzi tutto una scelta politica, per questo ritengo che la prossima debba essere proporzionale, non perché solo una legge proporzionale sia costituzionale: la nostra Costituzione la presuppone lo si capisce dai quorum di garanzia, che devono essere aumentati se si vuole una legge maggioritaria. Se veniva approvata la deforma costituzionale e l’Italikum non fosse stato annullato l’art. 90 Cost. quello della messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica avrebbe posto la maggioranza del Parlamento in seduta Comune nelle mani del Presidente del Consiglio, di fatto investito da un’elezione diretta con un Presidente manichino- La prossima legge deve essere proporzionale per un’esigenza di trasparenza e di verità. Si deve sapere chi e come rappresenta il popolo italiano per le scelte che farà senza il riparo di un premio di maggioranza, magari dato ad una coalizione L’attuazione della Costituzione è cosa diversa dalla sua difesa. Si aprirà una dialettica che scomporrà i NO e SI’. Nessuno ha il monopolio dei NO, nemmeno o tantomeno la sinistra, come Renzi non è il padrone del SI’: il PD può aspirare al 40% se la partecipazione al voto è quella per Macron al secondo turno delle legislative, meno del 20% del corpo elettorale. Il nostro compito resta intatto, non è sostituito da surrogati politici quali che siano: è soltanto più difficile se le energie individuali e collettive dovessero disperdersi in diversi rivoli, tanto più se fossero malauguratamente in competizione tra loro . Felice Besostri Avvocato socialista, coordinatore degli avvocati antitalikum